Il Mistero di Cefalù: Adoratori del diavolo?

Il Mistero di Cefalù

Adoratori del diavolo?

Ha fatto poche settimane or sono il giro dei giornali una stranissima notizia: l'esistenze presso Cefalù, in Sicilia, di una piccola colonia di curiosi personaggi: un uomo, tre donne, alcuni bambini come residenti fissi e vari altri uomini e altre donne come residenti occasionali. La villa trasformata in una piccola Mecca, santuario e centro di propaganda d'una bizzarra nuova forma di culto! La setta descritta de taluni a foschi colori: adorazione de Satanasso, magia, esorcismi, a base di pratiche grossolanamente immorali. Abbiamo voluto sapere un po' meglio di che cosa si trattasse e questi sono i risultati delle nostre indagini.

“Fate quel che più vi piace”.

Il capo della nuovissima confraternita — un certo Alessandro Edoardo Crowley — è venuto a stabilirsi nella redente plaga siciliana dopo essere stato sfrattato dagli Stati Uniti d'America e più precisamente dalla città de Detroit nel Michigan dove i suoi insegnamenti e i riti da lui celebrati finirono col farlo processare e mettere al bando. Il motto dell setta era questo: «Fate quel che vi piace, questa è tutta la legge». Alle funzioni, uomini e donne assistevano indossando come unico vestito un sottile camice e intonavano l'inno a Pan, composto dallo stresso Crowley il quale affermava di essere Bafometto IX, il santo Re d'Irlanda, Giona e la reincarnazione di altri grandi personaggi storici quali Cagliostro, Edoardo Kelly, famoso astrologo dei tempi della Regina Elisabetta, e papa Alessandro VI.

Allontanatosi dalla terra americana, Crowley scomparve per qualche tempo finché fu rintracciato a Cefalù. Ciò avvenne in seguito all'esposizione di un retratto di lui dal titolo La Bestia eseguito dal pittore Giacobbe Kramer, e più ancora in seguito alla pubblicazione di un suo libro initolato «Il diario di un Diavolo delle Droghe». Poi dece gran chiasso in Inghilterra la denunzia di una certa signora Lloyd. Il di lei marito era morto nella villa

Il Mistero di Cefalù Alessandro Edoardo Crowley (Aleister Crowley)

Il Mistero di Cefalù Lo stranissimo rito (Gnostic Mass)

de Cefalù e la signora avena denunziato il Crowley, responsabile della morte del di lei marito, morte che sarebbe avvenuta per abuso di cocaina e di morfina.

Dalle nostre informazioni di polizia appositamente inviato sul posto dal Governo inglese, dopo aver fatto una diligente inchiesta ed avere interrogato il medico curante, si convinse che il signor Lloyd, giunto dalle Indie in pessime condizioni di salute, era morto per febbri malariche.

Lo stranissimo rito.

Data l'infondatezza dell'accusa della signora Lloyd ci sembra debbano essere accolti con un certo beneficio d'inventario i particolari da lei riferiti al giornale The London Express circa i riti misteriosi che si celebravano sino alla fine dello scorso aprile nella cosidetta «Abbazia di Telemi» chiamata in tal maniera a quanto pare, in ricordo do quell'altra famosa abbazia medievale di rabelaisiana memoria.

«La stanza maggiore della casa è senza finestre con impiantito di pietra. Su di esso è dipinto un grande cerchio arancione nell'interno del quale sono intrecciati dei triangoli neri. La stanza è illuminata con candele. In un tripode sorretto da tre piccoli fauni brucia dell'incenso. In una coppa sono piccole focacce fatte con sangue di becco, miele e farina. Nella stanza si compiono stranezze ce'è impossibile descrivere.

«Molti forestieri sono venuti al santuario, tutte persone facoltose perchè al Crowley occorre molto denaro per provvedersi delle varie droghe stupefacenti ch'egli adopera do continuo: lo hashish, la cocaina, l'eroina, l'oppio, la morfina, l'etere.

«Egli tiene con sè come mogli tre donne, tutte e tre venute con lui dall'America: una governante, una maestra di scuola e un'attrice di cinema. Ci sono veri bambini.

«Egli trae i principi della sua nuova religione da alcune massime di Pitagora e di quelle si serve per far proseliti; ma il suo sistema conduce agli ultimi gradini della depravazione umana.»

Quando Crowley comparve a Cefalù parve si facesse chiamare Alastor di Kerval, Cavaliere guardiano della Sacra Lancia, mentre la sua compagna favorita portava il nome di contessa Lea Harcourt, Vergine sacerdotessa de Santo Graal. L'insegnamento impartito ai neofiti era raccolto in un Libro della Legge che l'autore considera come il suo capolavoro e ch'egli afferma essergli stato dettato da Satana in persona. E infatti il libro è diviso in tre capitoli che sarebbero stati dettati dal Diavolo al Crowley, quando egli abitava nella città egiziana del Cairo, nei giorni 8, 9 e 10 aprile 1904, per un'ora ogni giorno. Satana, comparendo a Crowley, si sarebbe presentato col nome siriaco di Aiwass, e si sarebbe dichiarato il messaggero di Hoorpa-kraot, il dio egizio del Silenzio e del Secreto.

Dopo la necessaria iniziazione i neofiti all-atto della promozione al grado minervale avrebbero sottoscritto uno speciale giuramento di propagandare nel mondo le dottrine contenute nel «Libro della legge». In tale formula il Cavaliere e la Vergine sacerdotessa sono rispettivamente chiamati la Bestia e la Donna scarlatta, termini questi tratti dall'Apocalisse. Nella cerimonia dell'iniziazione sarebbe stato ucciso un capretto. Col sangue del capretto si sarebbero confezionate le «focacce di luce»; mentre in altri casi si sarebbe adoperato il sangue d'in gallo nero; e altre volte ancora il sangue volontariamente offerto da qualcuno dei fedeli ipnotizzati dal capo della congrega.

Accurate nostre indagini condotte a Cefalù, ci hanno permesso di conoscere come stanno esattamente le cose in questo momento. C'è, in quanto si va raccontando, qualcosa di vero, c'è anche — com'era facile prevedere — molta immaginazione e quindi molta esagerazione.

La “camera degli incubi”.

Stralciamo le notizie più vive dal rapporti dei corrispondenti:

«La colonia internazionale che trovasi nella villa di Santa Barbara fu iniziata circa tre anni fa dal signor Alessandro Edoardo Crowley, che si fa chiamare Alastor di Kerval, il quale giunse qui con una donna, Frau Ninette, e due bambini. Più tardi furono raggiunti da una seconda donna, la cosidetta contessa Lea Harcourt, e da altre persone.

«Parecchie volta la villa abitata dalla colonia è stata oggetto di visite da parte della pubblica sicurezza, anche perchè si diceva che vi potesse essere smercio o uso di cocaina, pero mai nulla si è trovato. Il Crowley — o il Signore come viene chiamato dagli addetti — evidentemente è uno scrittore, giacchè passa quasi tutto il giorno e spesso anche le notti a studiare e a deliare le sue pubblicazioni, non sappiamo se di indole letteraria, scientifica, cabalistica o erotica. Tali pubblicazioni sono numerose e raccolte in vari ricchissimi volumi.

«Al levarsi ed al tramontar del sole il Signore e tutti i suoi ospiti fanno delle «orazioni» all'astro, protendendo verso di esso le mani. La sera poi, in casa. nella «sala del tempio», fanno «il rito» o «la cerimonia». Il Signore e gli altri indossano dei kimono: quello del Signore è in seta e oro. Sul pavimento si notano dei grani triangoli, come pure con dei piccoli triangoli sono decorati gli sgabelli qui quali prende posto la colonia durante il rito. Vengono accessi dei grossi ceri e bruciate incensi in una magnifica ara a tipo pompeiano — giacchè in casa tutto è … pompeiano!

«Il Signore, nella villa ha il suo studio che serve anche da camera da fetto e che viene da lui denominato la chamre aux cauchemars, camera delle ossessioni, o incubi, o cattivi sogni. Tale camera è dedicata all'Ammore.

«Però questa gente non ha dato sinora nessuno scandalo al pubblico, dato che per scandalo non si volesse ritenere la forma dell'abito mascolino che spesso le donne indossano per venire in città: pantaloncini alla militare e calzettoni.

«La colonia piglia il nome de Collegum ad Spiritum sanctum ed è cosi che i suoi membri intestano tutta la loro corrispondenza ed è cosi che ricevono indirizzata queela in arrivo».

Quali sono le ultime notizie de Alastor di Kerval e della contessa Lea Harcourt?

Verson la fine di aprile li ha colpiti un duro, ma giustissimo provvedimento del Governo: l'espulsione dal Regno. I due sono partiti per Tunisi; ma sperano tornare «trovando che il posto della villa per il panorama, la solitudeine, la tranquillità è il migliote del mondo».

Giovanni E. Meille.

Thelema

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  • Ultima modifica: 2021/02/23 15:55
  • da John Bell